Learning Agile – Understanding Scrum, XP, Lean, and Kanban

L’agile è una corrente di pensiero legata alla progettazione, alla gestione di team di lavoro, che col tempo ha portato a numerose metodologie e interpretazioni, per mettere in pratica i principi dell’ Agile Manifesto nella maniera più proficua possibile e adattandoli alle diverse tipologie di progetto e team.

Scrum, Lean, XP (Extreme Programming) e Kanban sono sicuramente le metodologie più utilizzate, documentate, e rodate. In questo fantastico volume della O’Reilly, sinonimo di qualità e solidità nei propri testi, si espone l’Agile e le sue quattro principali interpretazioni in maniera sublime. Si parte col trattare l’Agile nella sua visione generale, spiegandone principi e valori, tramite consigli, ‘tips’, casi d’uso, storie, sapientemente posizionati prima di argomenti ostici nei vari capitoli.

La lettura, soltanto in lingua inglese, scorre molto bene, il lessico non è troppo tecnico e si sostiene in maniera scorrevole con un buon inglese. Vengono definiti gli attori, gli strumenti e le varie visioni specifiche per ogni metodologia, con riferimento specifico alla progettazione software e a team informatici, sebbene l’agile di per sè non ha natura soltanto informatica, ed è spesso utilizzata in grandi aziende di diverso carattere.

Per una (grande) base di Agile, prima di ‘buttarvi’ a capofitto in un team di lavoro che ha già questa visione rodata da tempo, questo volume fa per voi: completo, dinamico, e incisivo. I concetti vengono ripetuti ogni fine capitolo, vengon utilizzati esempi e casi d’uso, il linguaggio a tratti è volutamente informale per coinvolgere ed aiutare il lettore a non affaticarsi o annoiarsi.

Mi ha colpito il senso di “completezza” che questo volume trasmette: documentandosi online, ci si accorge che il libro copre ogni aspetto di ogni metodologia senza dare nulla per scontato o con superficialità. In particolare ho apprezzato i capitoli dove (per ogni metodologia) viene sottolineata l’importanza del mettere in pratica, per piccoli passi, le tecniche descritte, e l’importanza dei principi teorici che stanno dietro ogni pratica (dall’adozione dei burndown chart, ai daily scrum o tecniche di pair programming e test driven development): applicare le tecniche con un approccio a “checklist” porta a risultati che gli autori chiamano “better than not doing it”, che apportano comunque benefici al progetto ma non permettono di esprimere tutto il potenziale del team.Il libro si conclude con un capitolo dedicato a chi vorrà nella propria carriera dedicarsi al ruolo di coaching in team agile.

Consigliatissimo.

 

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