Gödel, Escher, Bach. Un’eterna ghirlanda brillante. Una fuga metaforica su menti e macchine nello spirito di Lewis Carroll

 

Questo testo è probabilmente il più complesso e ambizioso che io abbia mai letto. E’ affascinante, illuminante, a tratti anche (molto) pesante. E’ innegabile che non sia un libro per tutti, e che personalmente ho in pausa dal terminare.

E’ un tomo di oltre 800 pagine che richiede una costante attenzione e impegno nella lettura, l’autore chiede al lettore di mettersi in gioco, di operare e di risolvere piccoli rompicapo. E’ un’avventura che spazia dalla filosofia, informatica, intelligenza artificiale, chimica, alla biologia.

E l’autore, come si muove in tutti questi campi così complessi e all’apparenza slegati fra loro? Lo fa mostrando e analizzando le opere del compositore Bach, dell’artista Escher (bellissime le sue tavole mostrate a piena pagina nel libro) e del matematico Godel. Mostra come niente in esse sia a caso, e come in un certo modo, quasi assurdo al pensiero, esse siano correlate.

Ad ogni capitolo inoltre, si viene introdotti all’argomento da una storiella – anche se chiamarla così, vista la classe e l’intelligenza mostrata dall’autore, è riduttivo – in pieno stile  Lewis Carrol, per mostrarci con leggerezza quello che verrà trattato.

E’ un’esperienza che tutti gli informatici, e gli scienzati e gli appassionati dovrebbero perlomeno provare, anche soltanto per conoscere e approfondire i tre artisti che figurano nel titolo. Un libro da avere nella propria libreria, facilmente reperibile, e quantomai classico.

Precedente L'uomo che sapeva troppo: Alan Turing Successivo The Silent Intelligence: The Internet of Things