Dark Matter – Blake Crouch

 

Dark Matter di Blake Crouch è un thriller fantascientifico. Possiamo definirlo in questo modo per il ritmo incalzante, la trama tendente al mistery/giallo e la tematica portante su cui si basa. E’ grazie ad essa che posso inserire coerentemente questo consiglio per gli acquisti in questo blog che in genere ha invece trattato soltanto volumi tecnici o saggistica.

Crouch si muove sapientemente nelle tematiche della meccanica quantistica riuscendo a produrre un romanzo dal ritmo sostenuto e che lascia riflettere. Esso basa la sua storia su un’assunzione: qualcuno è riuscito ad “isolare” un corpo macroscopico, in questo caso, un essere umano, riuscendo a porlo in una condizione di sovrapposizione coerente degli stati. Questo principio fondamentale della quantistica assume – come Erwin Schrödinger spiegò genialmente con il suo famigerato esempio ‘del gatto’ – che un corpo, a livello microscopico (atomico), si possa trovare in una situazione in cui finché esso non viene osservato esternamente mantiene con la stessa probabilità due stati. Crouch porta all’estremo questo concetto, a livello macroscopico, e sceglie una strada – che gli rimarrà molto comoda, in effetti, a beneficio dei contenuti di un bel romanzo thriller: sceglie l’interpretazione della teoria del multi-verso.

Difatti la meccanica quantistica porta con sé diverse interpretazioni. Una fra queste, quella del multi-verso, asserisce che ad ogni ‘osservazione’ (sopra citata) vi sia una diramazione del nostro universo attuale. La strada ‘non presa’, la decisione non perseguita, lo stato alla fine ‘meno probabile’ e che non ‘ha successo’, non viene scartato ma diventa un possibile universo. E così per ogni nostra minima micro-azione nel mondo che ci circonda. E’ una teoria affascinante, inquietante, e che ci mette di fronte alla vastità dell’infinito e delle possibili realtà parallele che possono esserci.

Il libro è considerabile fantascienza per il semplice fatto che le condizioni che portano alla riuscita dell’esperimento sono, ai nostri giorni, irrealizzabili e ritenute dai più impossibili. Ma il libro ci lascia, neanche troppo velatamente, ad una riflessione: e se il mondo in cui ci troviamo, in cui il lettore sta leggendo questo testo, è soltanto uno degli infiniti mondi in cui non è stato risolto tale problema? Se per un’infinità di mondi simili e paralleli, ne esistesse un’altro numero infinito (di ordine diverso, magari) in cui invece, l’esperimento è già realtà e la teoria del multi-verso assodata?

E’ un romanzo che consiglio, una lettura estiva ma non troppo ‘da ombrellone’: porta con sé degli elementi scientifici ben scritti (Crouch stesso sottolinea la sua collaborazione d’oro con diversi fisici quantistici per enunciare brillantemente i dettagli tecnici) e che porta a riflettere: è assodato che siamo solo una piccolissima parte dell’universo, che non potremo forse mai conoscere cosa c’è attorno a noi. La domanda è se ci sia anche qualcosa da conoscere in un altro universo, o in un numero infinito di universi a cui semplicemente non sappiamo (ancora?) accedere.

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